Spoleto - Cosa vedere

La città del Festival dei 2 Mondi
Il Duomo o cattedrale di Santa Maria assunta, sorto sui resti di una chiesa del IX secolo con affreschi del Pinturicchio e di Filippo Lippi.
La chiesa di San Salvatore (IV-V secolo) fra le più antiche basiliche di origine paleocristiana in Italia, dal 2011 riconosciuta come patrimonio mondiale dell’UNESCO, chiese romaniche come Sant’Eufemia (XII secolo), costruita nell’area di una insula, di cui restano mosaici e mura (raro caso italiano di chiesa romanica con i matronei).

Il Santuario di San Francesco a Monteluco, la rocca Albornoziana, fatta costruire dal cardinale Egidio Albornoz, con i due cortili interni e sei torri, tra cui quella comunemente chiamata “della spiritata”, e la “camera pinta”, affrescata con dipinti quattrocenteschi.
Il ponte Sanguinario, di epoca romana in corrispondenza di piazza della Vittoria, L’arco di Druso, romano, costruito lungo la via Flaminia, che introduceva al Foro. Il ponte delle Torri, lungo 230 m, alto 82 metri è il monumento simbolo della città, parte più spettacolare dell’acquedotto di Cortaccione di origini romane. L’opera viene celebrata da Goethe nel suo Italienische Reise.

L’elegante casa romana del I secolo d.C., appartenuta alla madre dell’imperatore Vespasiano, decorata con pavimenti e mosaici ancora intatti.

La torre dell’olio, del XIII secolo, da cui si soleva gettare olio bollente sui nemici che assediavano la sottostante porta Fuga. Palazzo comunale, ed altri palazzi del Duecento. Villa Redenta, realizzata su i resti di un insediamento di epoca romana, realizzata nel XVI secolo.
Il teatro romano, utilizzato in epoca medievale come cava di pietre, funzionale all’edificazione della Rocca, di palazzo Ancaiani e della torre campanaria del Duomo (data l’origine romana del materiale di recupero, molti simboli pagani, come ad esempio i falli alati portafortuna, visibili sul campanile della cattedrale.

Il teatro Caio Melisso, di origine seicentesca, il teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, progettato dall’architetto Ireneo Aleandri. Il complesso monumentale dell’Anfiteatro, una città nella città, che comprende i resti di un anfiteatro romano, tre grandi chiostri, giardini, cortili e due ex monasteri con le rispettive chiese.
Le “mura ciclopiche”, sorte in epoca umbra e successivamente assorbite e manutenute in epoca romana, costituite da enormi blocchi di pietra squadrati, posti a secco, visibili in via Cecili, le mura medievali, realizzate a seguito del grande sviluppo medievale della città e alla formazione di borgate lungo le vie di accesso (Flaminia e Nursina).

Il Bosco sacro del Monteluco, una lecceta secolare che ricopre i pendii e la sommità del monte, attraversata da numerosi sentieri escursionistici che partendo dal ponte delle Torri raggiungono numerose località di interesse storico e naturalistico. All’interno della foresta si trovano diversi eremi, fondati dal movimento eremitico avviato da Sant’Isacco di Monteluco intorno all’anno 528; alla sommità del Monteluco sorge il santuario francescano del XII secolo.